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Sezioni

Abstract

Ordine e disordine in musica

 

Per quanto queste due categorie abbiano avuto una ricca applicazione all’interno dell’analisi delle forme di arte visuale, ordine e disordine non sembrano aver avuto una esplicita tematizzazione nella teoria musicale, pur agendo profondamente sui presupposti che fondano i campi teorici su cui si edificano le riflessioni su ritmo e altezze nella cultura occidentale. La messa al bando del suono continuo, la ricerca di un ordine del movimento nell’individuazione della scansione ritmica, la fondazione di una canonica per la condotta delle voci in polifonia sono tutte forme di concettualizzazione che aspirano a proteggere la dimensione del musicale dal disordine delle forme, e non è certo un caso se una delle più consistenti rivoluzioni compositive relative all’organizzazione delle relazioni fra altezze, la serialità schoenberghiana, prenda le mosse dal desiderio di porre in ordine i rapporti fra materiale sonoro e articolazione della forma.

Nel pensiero teorico del novecento, tuttavia, non mancano riflessioni sul valore liberatorio e sintetico del disordine, inteso come impossibilità di riportare il linguaggio musicale ad una possibilità di analisi standard, o ad una dialettica della forma, che possa rispettare sentieri prefigurati. Cage, Rihm, Feldman hanno esplicitato l’idea di disordine, come pratica compositiva, in grado di proporre, paradossalmente, una euristica in grado di illustrare la pratica compositiva, a partire da una nozione pregnante di ascolto. Se la mediazione della cultura ebraica divarica significativamente la posizione di Feldman da quella di Cage, gli aspetti sintetici che tralucono dalla nozione di materiale li collocano su due posizioni opposte. Per Cage l’idea di mediazione e di pratica compositiva salvano il materiale musicale dall’incombere del disordine e del caso, Feldman, al contrario, accede all’organizzazione del suono attraverso un soppesare continuo delle potenzialità materiali di un suono che è, per sua natura, trovato.

Nella relazione che intendiamo proporre, offriremo una sintetica panoramica della posizione dei tre compositori, con particolare riguardo alla posizione di Rihm, ricca di interessanti spunti fenomenologici. Una ultima sezione sarà dedicata ai giochi linguistici musicali, con particolare attenzione al tema del ritmo.