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SANTA GIOVANNA LA PAZZA

melologo-concerto per voce recitante e strumenti di Allì Caracciolo
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Dettagli dell'evento

Quando

28/04/2016
dalle 21:00 alle 23:00

Dove

AULA “A” SHAKESPEARE / SEDE DIDATTICA “G. TUCCI” / ingresso dal cancello su via Morbiducci

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Spettacolo teatrale, proposto in forma di concerto, che rappresenta un importante momento di ricerca dello STA, diverso dalla drammaturgia della messa in scena in prosa: un a solo che è una Prova d’Attore, nella quale l’interprete si trova a dover riprodurre tutte le VOCI, da quella del giudice che la interroga in frammenti di processo evocati da frammenti di ricordo, a quelle della sua visione, dal delirio a quelle della ‘follia’: Voci di Fate che la sospingono al Sogno; Voci dal Cielo che la esortano a combattere per la Francia; la Voce del Giudice, in particolare, (che pronuncia passi testuali dal processo storico condotto contro Giovanna d’Arco nel 1431 e conclusosi con il rogo) carica di tutte le complesse motivazioni, implicazioni politiche e capziosità delle accuse; Voci della folla urlante che anch’essa l’accusa; le terribili Voci della violenza e dello sterminio, che poco a poco invadono ogni suo ricordo con echi orribili di grida degli uccisori e delle vittime.

La vocalità complessa implicata dal testo comporta una drammaturgia della voce che, posta in partitura con gli strumenti musicali utilizzati in modalità anche insolite, si articola in suggestioni evocative di quel silenzio e quel vuoto che costituiscono lo spessore per così dire ‘filosofico’ della testura vocale nel ripercorrere quella tematica. Ricerca di una Phoné che, svincolandosi dalla funzione di veicolo semantico, portatore di significato, diventa essa stessa significato, e in tale costituirsi si fa soggetto tragico, statuto ontologico dell’essere-personaggio nell’istante nel luogo, nel tentato liberarsi dall’istante dal luogo, puro evento.

Locandina

La Musica non costituisce il sottofondo alla parola del Personaggio, come di solito si pratica, bensì è la voce della sua Anima, percorsa dal Sogno o dall’Orrore, nella sua graduale acquisizione di Conoscenza, alla ricerca di un frammento di sé a cui ricongiungersi nella disperata utopia della Somiglianza. E del Riconoscimento. È l'ultima ora di vita della Santa Giovanna in quanto l'unica ora di esistenza de La Pazza.

Giovanna è la solitudine emblematica di ogni esperienza di vita, consumata sulla soglia,
che è anche divisione e frattura, di ogni ente, in sé e da altro.

(Filippo Mignini, Il silenzio delle cose, prefazione in Allì Caracciolo, Santa Giovanna La Pazza, Venezia, Edizioni del Leone, 1998)

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