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TRANSFER

inTegRated mAnagemeNt modelS For archaEological paRks

Il sito dedicato al progetto sarà pubblicato a breve.

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L’Università di Macerata è capofila del progetto europeo Transfer, finanziato nell'ambito di INTERREG V B – Adriatic Ionian - ADRION Programme 2018, che ha preso l'avvio nel febbraio 2020; gli altri paesi coinvolti sono la Croazia, la Grecia, la Slovenia, l’Albania, la Serbia, il Montenegro e la Bosnia Erzegovina. Finalità del progetto è la costruzione di un nuovo modello europeo di governance innovativa per i parchi archeologici fra i paesi membri, avvalendosi “delle loro risorse naturali, culturali e umane e, allo stesso tempo, incrementando la coesione economica, sociale e territoriale nella regione adriatica e ionica”.

Sviluppando ricerche che l’Ateno maceratese ha declinato da anni in Italia, ed in particolare nella provincia di Macerata, in Grecia ed Albania, il Progetto vuole elaborare modalità comuni per la pianificazione  delle aree  archeologiche; “Transfer” (Integrated management models for archaeological parks) rispecchia perfettamente  le finalità di Adrion e conferma l’Università di Macerata, che ne è il capofila, quale centro di eccellenza, oltre che polo di riferimento per la promozione culturale regionale e transnazionale.

Partner del progetto sono infatti istituzioni, organizzazioni culturali, parchi archeologici e città dell’area adriatico-ionica, quali l’Istituto di Archeologia di Tirana, l’organizzazione culturale Horizont di Girocastro in Albania, la Città slovena di Ptuj, l’Istituto Universitario SRZ Sazu di Lubiana, il Comune di Omišaly in Croazia, l’Agenzia di sviluppo locale di Sebenico, l’Istituto di Filosofia e Teoria Sociale di e il Centro Europeo per la gioventù di Belgrado, l’Eforato delle Antichità di Ioannina in Grecia, il Centro tecnologico CTI di Patrasso e l’azienda Play Marche di Macerata.  A questi si uniscono numerosi e autorevoli partner associati, come l’Istituto Centrale di Archeologia del MIBACT, i comuni di Urbisaglia e Falerone, il Centro di Ricerca dell’Accademia delle Scienze e Arti sloveno, la società Terrepuntoit e il Museo della Città di Sebenico, in Croazia.

Obiettivo del progetto, coordinato dal Prof. Roberto Perna, professore di Archeologia Classica all’Università di Macerata,è "sviluppare, trasferire (da cui l’acronimo) e poi disseminare un modello di gestione comune (Common Governance Model) dei parchi archeologici che vada oltre l’approccio tradizionale di carattere conservativo per aprirsi anche alla valorizzazione sostenibile, facendo diventare il patrimonio culturale driver per lo sviluppo economico totale. In aggiunta, “Transfer” si propone di individuare attività economiche sostenibili strettamente collegate ai parchi, come, ad esempio, nuovi servizi e itinerari turistici. Per attuare questo ed altri obiettivi, intende inoltre sviluppare e applicare una serie di strumenti ICT, come realtà aumentata e immersiva, per incrementare la fruizione dei parchi e ampliarne il pubblico”. Articolato in varie fasi, fra i mesi di febbraio 2020 e luglio 2022, il progetto prevede anche la realizzazione di sei azioni pilota in svariate aree archeologiche italiane (Urbisaglia) albanesi (Antigonea), slovene (Ptuj), greche (Dodona) e croate (Omišalj e Sebenico), per testare il sopramenzionato modello e avallarne la l’ulteriore replicabilità.

Con il finanziamento di questa iniziativa all’Ateneo di Macerata è ulteriormente riconosciuta, in Italia e all’estero, una eccellenza non solo in termini di ricerca scientifica, ma anche di gestione dei rapporti con i territori, di internazionalizzazione e di capacità di confrontarsi con quei temi della tutela, gestione e valorizzazione che sono al centro delle moderne politiche e fulcro della “terza missione” dell’Università.

Grazie a questo progetto, si prevede un notevole miglioramento della valorizzazione dell’eredità culturale rappresentata dai parchi archeologici, un potenziamento dell’economia da essi generata e un conseguente maggiore coinvolgimento di istituzioni, attori economici, associazioni e cittadini. L’approccio transnazionale, reso possibile grazie al programma Adrion, è in grado di assicurare la partecipazione di luoghi-prospettive-individualità differenti, cruciali per la creazione del modello di gestione e per la sua potenziale replicabilità in diverse realtà territoriali. Applicare al concetto di gestione questo tipo di strategia bottom-up costituisce il cuore originale del progetto.